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mercoledì 20 gennaio 2016

Il 2015 su Ondarock

Qui la playlist su Spotify
Anche quest'anno Ondarock.it propone - qui - una playlist con la musica più interessante pubblicata lo scorso anno.
Come prevedibile, il risultato è molto eterogeneo e molto vario, difficilmente chi l'ascolta non troverà almeno un paio di brani di suo gradimento.
In ogni caso l'operazione, offrire una vetrina al meglio del 2015, è utile per scoprire qualche album sfuggitovi, infatti il consiglio è di passare dall'ascolto del singolo brano a quello del disco da cui è tratto (piacevole scoperta il disco di Mark Ronson).
"...Dalle ballate noir di Lana Del Rey in Luna di miele al folk spoglio del Sufjan Stevens di "Carrie & Lowell" che ha sedotto il forum, dalle atmosfere trasognate di Julia Holtere Susanne Sundfør alle rivelazioni Algiers e Aisha Devi, dalla stella nera di Chelsea Wolfe e Soft Moon al folgorante debutto di Benjamin Clementine, primo disco del mese dell'anno e preferito della redazione: una lunga carrellata che cerca di ripercorrere, attraverso le preferenze di OndaRock, anche i generi più interessanti emersi in un anno segnato da importanti ritorni e da alcuni giovani talenti da tenere d'occhio...".
Un avviso doveroso: nella playlist troverete solo musica, quindi non ci sarà traccia dei prodotti meramente commerciali che ci propinano le varie radio, che nulla hanno a che fare con la musica se non l'uso strumentale - gioco di parole non a caso - delle sette note.
Buon ascolto e grazie ad Ondarock!

martedì 20 ottobre 2015

Quelli della notte 2a - Benjamin Clementine



At Least For Now su Spotify



Scrivo questa scheda di getto, mentre sto ascoltando l'opera prima di Benjamin Clementine, artista emergente quasi ignorato dalla grande distribuzione.

Quello che traspare sia dalle prime note è l'autenticità dell'artista, fortemente influenzato dalle proprie origini e dalle proprie esperienze di vita: nella sua musica c'è il Ghana, l'Inghilterra, la Francia, i luoghi dove ha vissuto ed ha affrontato le difficoltà di chi crede nella propria musica, quando si è il solo a farlo.

Musicalmente valido, sin dalle prime note, ci si rende conto che lo strumento che primeggia, accanto al piano, agli archi ed ai violini, è la potente voce di Benjamin, che decanta i propri versi, calandosi nel ruolo di poeta del XXI secolo che coinvolge emotivamente l'ascoltatore.

È un ascolto che spiazza, ora si avvicina alla soul music di Nina Simone, ora si sposta sui timbri della canzone francese di inizio '900, senza mai deludere e/o ammiccare al l'ascoltatore con scelte "pop-commerciali".

In cuffia suona
Gone, perfetta per chiudere ed augurare un buon ascolto notturno.