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venerdì 16 marzo 2018

La storia del poeta mistico

La storia di oggi riguarda Bill Fay


Mi piacerebbe identificarlo come un giovane talento del patrimonio musicale mondiale, il cui album d'esordio, "Life Is People", risale al 2012. Dico mi piacerebbe perché quello del 2012 non è esattamente l'album d'esordio. In effetti il primo disco, che porta il suo nome, esce nel lontano 1970, seguito a distanza di un anno da "Time Of The Last Persecution", poi... silenzio assoluto.
Bisognerà aspettare 34 anni per il terzo album: "Tomorrow, Tomorrow & Tomorrow". Siamo nel 2005, ne passeranno altri 7 per la pubblicazione di quel "Life Is People" e per il più recente (2015) "Who Is The Sender?".
Pianista, poeta visionario, a volte mistico, e dal grande talento compositivo, viene associato a Dylan e agli altri grandi cantautori del folk anni 70, rifiuta tutte le mode seguendo il proprio percorso artistico senza mai voler essere un fenomeno, un personaggio o un volto noto, ma semplicemente una voce e un fantastico esempio musicale. 
La sua storia è ricca di mistero e malgrado le sue scarse apparizione negli anni 90 diventa un'artista di culto.


Perché continuare a scrivere? Ascoltiamoci la Playlist!!!

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venerdì 22 gennaio 2016

Black Sheep Boy, l'album del successo

La copertina originale del 2005
È quasi una moda quella di ristampare un disco per celebrarne dieci anni di vita. Lo hanno fatto i Pearl Jam con Ten, per esempio, e adesso è il turno degli Okkervil River, seppur con modalità e pretesti differenti. La band degli States che si è formata nel 1998 e che ha dovuto girare tutto il Texax prima che la Jagjaguwar, piccola etichetta dell'Indiana, si accorgesse di loro, ripropone in questi giorni l'album "Black Sheep Boy". Pubblicato originariamente nel 2005, è stato il terzo lavoro del gruppo e il loro primo grande successo. 
La banalità non ha mai fatto parte degli Okkervil River che fin dagli esordi, con l'Ep autoprodotto "Bedroom", hanno riscosso consensi e affascinato gli attenti ascoltatori.  
Un elettro-folk molto ben curato, quello di "Black Sheep Boy", dalle liriche piene di fantasia e frutto del talentuoso songwriter e cantante Will Sheff.
Disco autobiografico, praticamente un concept album, che tratta di come il protagonista si sia liberato della dipendenza dall'eroina. Tutto nasce dalla canzone originariamente scritta dal folf singer Tim Hardin, presente come prima traccia del disco. Il "Black Sheep Boy" è costantemente presente nelle canzoni del disco e molti versi sono le parole dello stesso personaggio che emerge all'improvviso e che si vuole rendere protagonista a tutti i costi.
Copertina della ristampa Dicembre 2015
Disco in cui il concetto di viaggio è sempre presente, ma ancora più presente è il senso del ritorno. Ritorno ad una vita priva di dipendenze. Ritorno alla libertà. Ritorno alla musica. Ritorno alla musica, perché nel 2004 la band aveva deciso di abbandonare la scena a causa del successo che non arrivava. Dopo qualche mese di silenzio, la band si riunisce, nasce "Black Sheep Boy" e arriva quello che i tre ragazzi texani inseguivano da qualche anno, coscienti del loro immenso talento.
A voi la Playlist dell'album, che è non una semplice ristampa del disco del 2005, ma un triplo LP (Cd doppio) in cui vengono pubblicati dei brani inediti, composti un anno prima della pubblicazione di "Black Sheep Boy", che hanno avuto il ruolo di illuminare il cammino artistico dei tre ragazzi per la realizzazione dei brani definitivi dell'album, buon ascolto.


martedì 19 gennaio 2016

Il portiere dell'Hotel California

I grandi personaggi della musica sembra si stiano dando appuntamento in Paradiso
Dopo la perdita di Bowie di qualche giorno fa, oggi, a lasciarci, all'età di 67 anni è Glenn Frey, chitarrista e fondatore, assieme a Don Henley, Bernie Leadon e Randy Meisner, degli Eagles
Questo triste evento per la musica, può trasformarsi in un pretesto per riascoltare non solo i successi degli Eagles, fra tutti l'intramontabile Hotel California, ma anche brani appartenenti a band della stessa area. Gruppi ancorati a quel sound tipico degli States che profuma di polvere e asfalto. 
I Toto, la Steve Miller Band, ma anche i Dire Straits, infatti, hanno sempre dato l'idea di grandi carovane in movimento continuo, alla ricerca dell'avventura o di un palco su cui piazzare il tendone del grande circo della musica.
Dopo tanto girovagare, Glenn, avrà trovato il suo palco definitivo. Non avremo la possibilità di sentirlo dal vivo mai più, ma lui resterà sempre con noi. Ciao Glenn...
Qui sotto la Playlist dedicata a Glenn Frey e il video di una delle più belle versioni LIVE degli Eagles

sabato 9 gennaio 2016

Nulla fermerà il talento e la passione!

Il New York Time, qualche anno fa, lo ha definito uno dei song-writer più talentuosi degli ultimi tempi.


Ha suonato con Bono, Bruce Springsteen, Pete Townshend, Lou Reed, Jim Jarmush e tanti altri.

Pubblica il suo primo album nel 1981, poi, per problemi legali con la casa discografica, resta al palo per 10 anni e si ripresenta al pubblico solo nel 1991 con l'album "Streets Of New York", grazie al quale riceve diversi riconoscimenti.

È con l'album "American Ride" del 2013 che sbanca. Considerato, fra le altre cose, "Best Rock Album of the Year", è, forse, il disco che più lo rappresenta. Disco solido, senza una traccia "debole", colpisce dal primo brano e si ascolta fino alla fine senza mai stancare.

Il personaggio misterioso di oggi è Willie Nile, sfortunato e talentuoso artista newyorkese, legato al folk americano e amante della musica rock fino al midollo.

Un grande performer dal vivo, grazie anche alla sua capacità di suonare diversi strumenti, scrive liriche originali e orientate verso il concetto di viaggio. 

Un ascolto leggero, ma pieno di entusiasmo e passione e, se volete, ad un prezzo irrisorio, viene anche a suonare a casa vostra! (vedi sito ufficiale...)


Willie Nile sul palco in compagnia del Boss

mercoledì 25 novembre 2015

L'ultimo Walzer

Il 25 Novembre di 39 anni fa terminava la carriera di una grande band Rock Folk, anzi terminava la carriera "della Banda".
Nessun suicidio, niente droghe, niente scandali o litigi. Semplicemente era terminato un viaggio durato diversi anni.
Un viaggio iniziato nel 1967, passato attraverso un granaio dipinto interamente di rosa, che darà il nome al disco più famoso di The Band, "Music from Big Pink", che termina nel 1976, semplicemente perché i componenti del gruppo decidono di dedicarsi ad altro.
A filmare l'evento un giovane Martin Scorsese che spesso ha manifestato interesse per la musica e che nel 1978 lancerà nelle sale cinematografiche un documentario di discreto successo dal nome "The Last Waltz", l'Ultimo Walzer. L'ultima opera di una band che ha fatto la storia della musica folk americano-canadese. Una formazione che è andata ben oltre la semplice esecuzione di brani capaci di raccontare la strada percorsa da gente normale. Un manifesto alla libertà e ai sentimenti dell'uomo.
Quel 25 Novembre si celebra la fine di un capitolo della storia della musica rock, si celebra l'inizio della fine del grande folk americano, già in declino da qualche anno. In questo senso, allora, "the Last Waltz", diventa un documentario che intende celebrare il grande  folk americano, districandosi fra Bob Dylan, Neil Young, Joni MItchell e Dr John, senza dimenticare il blues di Muddy Waters e le incursioni gradite di Eric Clapton e le citazioni letterarie di Ferlinghetti. Un grande documentario per una grande storia Rock.
La playlist di oggi, prendendo spunto dalla data, vuole celebrare e ricordare quell'evento e fare in modo che lo stile di vita di quel periodo e i sogni che accompagnavano le canzoni "della strada" non muoiano, non vengano dimenticate e che il grande spirito del folk possa ispirare nuovi musicisti.
Buon ascolto..

lunedì 26 ottobre 2015

Bentornato Adem

A distanza di 9 anni torna con un album inedito Adem. Artista turco-inglese che aveva incantato gli appassionati di musica e la critica col suo album LOVE AND OTHER PLANETS. Nella sua musica, come nella sua biografia, aleggia un qualcosa di misterioso. In questi anni ha collaborato con altri artisti e registrato un album contenti la sua personale interpretazione di brani a lui cari, come Starla di The Smashing Pumpikins e Oh My Lover di PJ Harvey. Adesso torna il suo stile malinconico ma non triste. Leggero come le nuvole la sua musica è una piuma trasportata dal vento. Fra melodie folk e indie fa veleggiare l'ascoltatore su acque tranquille trasportandolo in una dimensione parallela. La voce è chiara con delle leggere spigolosità, ricordando a tratti quella di Bono Vox. Un disco crepuscolare da ascoltare sorseggiando un calice di buon vino rosso. Come al solito chi scrive in questo blog cerca di essere il meno noioso possibile, lasciando spazio alla musica e rimandando all'ascolto del disco.
Buon ascolto!